Category: Partito Democratico

Elezioni regionali 2020

Elezioni regionali 2020

L’alba della riscossa

Questa mattina, mi son svegliato…

E ho trovato un popolo che ha deciso di riscattarsi dal pensiero unico del sovranismo.

Uscendo di casa, oggi, l’aria sembrava più leggera: le elezioni in Emilia Romagna non solo riconsegnano alla regione il miglior governatore per quel territorio, ma mandano un messaggio chiaro a tutta l’Italia.

Il messaggio è che la Bestia si può battere, che siamo ancora tanti a credere in un mondo diverso, che non è vero che suonare ai citofoni con metodi da Gestapo porti sempre i frutti sperati. L’Emilia ci dimostra che l’Italia ha riscoperto la volontà partigiana, nel senso di prendere parte contro i professionisti dell’odio.

In Calabria i risultati sono sicuramente meno esaltanti, ma possiamo salvare il fatto che il PD risulti primo partito della regione (pur tenendo conto dello spacchettamento dei voti di Forza Italia tra le varie liste civiche) e che la Lega non sfondi: Matteo, quando dici che 60 milioni di italiani sono con te prendi un abbaglio, gli italiani ti relegheranno a breve nel buco che il tuo immenso ego creerà crollando.

Ma diamo uno sguardo ai numeri, che spesso possono trarre in inganno ma dai quali bisogna sempre partire per comprendere un momento storico:

  • Affluenza più che raddoppiata rispetto alle Regionali 2014 in Emilia: da 31% a 67,7%;
  • Sempre in Emilia il PD si attesta al 34,7% sfiorando i 750000 voti di lista, ai quali si possono aggiungere almeno in parte i voti delle liste civiche a sostegno del Presidente;
  • A Bologna il PD sfiora il 40% e a Bibbiano supera il 40%;
  • A parità di affluenza il 15,7% del Pd in Calabria può essere la base per ripartire, ricostruendo il Partito Democratico dalle fondamenta;

Quando l’affluenza cresce è sempre un’ottima notizia: sia che l’elettorato si rivolga a noi sia ai nostri contendenti. Il dato di ieri però ci fa particolarmente piacere perché “l’effetto sardine” ha risvegliato la passione e la speranza di centinaia di migliaia di persone, che si sono recati nuovamente alle urne.

Non cadiamo però in errore: non basta la paura di Salvini, non basta il meno peggio, non basta tirare a campare. In Emilia Romagna abbiamo vinto perché abbiamo saputo presentare un candidato autorevole e una squadra convincente. Bonaccini è la dimostrazione che il nostro popolo non è sparito, ma ci osserva con attenzione. Quando non ci sostiene vuol dire che abbiamo sbagliato noi qualcosa, indipendentemente dal fatto che il livello sia nazionale, regionale o anche locale.

Concedetemi un passaggio su Bibbiano: simbolicamente è la vittoria di una parte, quella democratica, progressista e legalitaria. Perché noi ben ci ricordiamo, qui in Piemonte nello specifico, cosa abbia significato in termini propagandistici il caso Bibbiano. Siamo partiti con gli striscioni appesi al palazzo della regione per arrivare al drammatico disegno di legge Caucino “allontanamenti zero”. Sì, avete capito bene, la proposta che mira ad eliminare gli affidamenti proposta da quell’assessora che in consiglio regionale aveva dichiarato che il Partito Democratico era direttamente collegato ai fatti (ci sono le riprese video del Consiglio Regionale a testimoniarlo).

Le risposte che i cittadini hanno dato sono due: la prima è che chi specula sulle disgrazie di famiglie per esclusivi fini elettorali è da isolare, la seconda è che il metodo da Santa Inquisizione svolto da Salvini, Caucino, Forza Nuova e Casapound non sfonderà mai nella terra dei ribelli, padri fondatori della nostra bella Italia.

Ieri non abbiamo vinto la guerra ma abbiamo iniziato una battaglia che deve indirizzarci sulla strada della costruzione di un Partito che sia la rappresentazione della nostra gente: buona amministrazione, unità, rinnovamento della classe dirigente, visione multiculturale del mondo, progresso volto alla diminuzione delle disuguaglianze sociali, patto generazionale sulla tutela dell’ambiente e investimenti sull’innovazione.

L’analisi sarebbe incompleta se non si sottolineasse il crollo del Movimento 5 Stelle: per alcuni è la fine di un sogno, per altri la cartina di tornasole dello scontro frontale avuto con le responsabilità di governo, per altri ancora la conseguenza di un’ambiguità di fondo sui valori fondanti.

Il dato certo è solo uno: è finita l’epoca del tripolarismo.

Ora il Partito Democratico dovrà fare molta attenzione ed evitare svolte proporzionali che avrebbero il solo risultato di approdare a governi raffazzonati e litigiosi. Non dobbiamo scappare da Salvini, dobbiamo sfidarlo sulla visione del mondo e sulle sfide contingenti. L’abbiamo battuto ieri, possiamo batterlo ancora.

Il Mattarellum può essere una buona proposta dalla quale partire?

 

Ora è il momento di costruire: che il Segretario Zingaretti, a cui la storia riconoscerà il merito di aver riportato un PD considerato morto nel 2018 ad essere di nuovo un’alternativa credibile alle destre, prosegua con l’azione annunciata in campagna elettorale: si ristrutturi il partito dalle sue fondamenta, aprendo alla società civile, alle Sardine, ai Fridays or Future ma radicalmente.

Il nuovo Partito Democratico abbia il coraggio di mettere nelle prime file nuovi dirigenti sostenuti dall’esperienza degli storici dirigenti, poiché solo così avremo un campo largo pronto a sfidare le destre populiste e non “un vecchio palazzo a cui ridipingiamo la facciata”.

Ce la faremo, Compagni, io ci sono!

 

 

Il Partito Democratico come Comunità culturale, prima di tutto!

Il Partito Democratico come Comunità culturale, prima di tutto!

Ogni Comunità si costruisce attraverso il dibattito, il confronto, la formazione, lo scontro costruttivo.

Il percorso che il Partito Democratico di Nichelino propone è esattamente questo: farsi promotore di un ciclo di incontri. Accendere la miccia perché la nostra Comunità, così meravigliosamente plurale, possa avere un’occasione per far sentire la propria voce e costruire insieme una nuova storia politica-culturale!

 

I primi incontri già in calendario sono due, che si svolgeranno entro fine anno e sono:

  • 25 Novembre: “Governo della Regione: i primi mesi della Giunta Cirio/Leghista” – Presenti il Consigliere Regionale Diego Sarno e l’ex Presidente Sergio Chiamparino- presso Open Factory Nichelino (via del Castello 15 nella zona Borgo Vecchio);
  • 15 Dicembre: “Inaugurazione della rinnovata sede del Circolo PD Nichelino” – Presente l’On. Andrea Giorgis- presso Circolo PD “Tina Anselmi” di Nichelino (via Stupinigi 4).

 

Io, come Consigliere Regionale, mi metto a disposizione delle città del Territorio: usatemi, come strumento di tramite con un ente del quale abbiamo un vitale bisogno. Sapere come, quando e se utilizzare le risorse Regionali a favore delle nostre Città è una grande occasione e non possiamo a questo punto rischiare di perderla.

Durante il primo incontro infatti sarò tra i relatori, insieme al Presidente Sergio Chiamparino, per raccontarvi i primi mesi della Giunta Cirio. Vedrete, plasticamente, quali siano le differenze di un governo di Destra a trazione Leghista, rispetto allo scorso mandato.

Un esempio? Tutti avrete sentito del pasticcio sulle borse di studio: hanno per una vita detto che con “la Cultura non si mangia”, per cui non ci stupiscono. Noi però siamo diversi e vogliamo sottolinearlo. Perché quando l’ubriacatura Leghista sarà passata, noi dovremmo farci trovare pronti ed essere realmente alternativi.

 

Nel secondo, presso il nostro Circolo “Tina Anselmi”, avremo come ospite l’On. Andrea Giorgis, che ci accompagnerà nella nuova inaugurazione della sede, che sarà da ora anche la mia sede territoriale: l’invito è di utilizzare anche questo luogo per contattarmi, incontrarmi, farmi domande o proposte.

In campagna elettorale ho promesso che sarei stato presente e partecipe: come saprete ci tengo a mantenere la parola data e a fornire gli adeguati strumenti per far sì che questa presenza sia anche produttiva ed efficace.

 

Oggi il Partito Democratico mantiene l’impegno preso: stiamo creando l’occasione in cui, attraverso il confronto pubblico, possiamo porre le basi per il Partito e la Città che sogniamo, coerentemente a quello già sviluppato. È una vera e propria chiamata alla mobilitazione: quella culturale e sociale. Che ognuno si senta chiamato in causa, è questo il momento di partecipare e dare il proprio contributo. Nessuno escluso, ma nessuno sarà giustificato in caso di assenza.

Siamo e saremo un laboratorio e una fucina: niente preconcetti, niente imposizioni, niente ultimatum.

Io ci sono, il Partito Democratico c’è, tanti ci hanno chiesto questo percorso e tanti ne faranno parte.

E tu? Farai parte di questa Comunità in viaggio? Noi ti aspettiamo.